domenica 4 gennaio 2015

IL VERSIPELLE INAUGURA IL 2015





Non c’è di meglio, per inaugurare il nuovo anno, che rispettare le tradizioni e riconfermare le iniziative di successo, come il ciclo del VERSIPELLE, che mette a confronto, in libertà, le poetiche, gli sbocchi, le finalità di un genere letterario che gode di larghissimi consensi ma è anche bersaglio di malintesi e caprio espiatorio per i ruminíi degli ormai logori pregiudizi. D’altronde è vitale quella Poesia che sa mantenersi al passo dei tempi, senza ignorare le grandi lezioni del passato, o spalmare il bianchetto sull’incidenza che hanno avuto le principali avanguardie, gli imprescindibili movimenti, dal surrealismo al dadaismo, al visualismo, al mitomodernismo, al postmodernismo. Sono sorti, accanto a quello di Logopea (logopea.blogspot.com), molti blog e/o siti di poesia, dove spaziano giovani, magari osannati per aver scoperto l’acqua calda. Scambiati per fenomeni, per innovatori, ignorano che molti anni prima della loro nascita autori rimasti intrappolati nelle angustie di una provincia avara avevano già adoperato cifre, toni e colori a cui solo adesso pervengono questi ragazzi, riusciti ad arrivare (grazie a Internet, ai tempi cambiati e a una spregiudicata intraprendenza=facciatosta) a Niva Lorenzini, a Renato Barilli, a Maria Grazia Calandrone, e che pare spopolino su POESIA 2.0, BLANC DE TA NUQUE, NAZIONE INDIANA. In particolare tal Manuel Micaletto, che per crearsi il personaggio, adopera le strategie disdegnose e aggressive sul modello famoso per antonomasia dell’altrettanto celeberrimo critico d’arte sbraitante e litigioso in TV e sui giornali da gossip. Micaletto non è scemo, ma non inventa né la pietra filosofale né scopre il Graal; mescola, ricombina concetti ed etichette di fisica e di filosofia, pasticcia di neuroscienze (ormai va di moda), adora sentirsi neuromante, alchimista, ed apparire antipatico (stavamo per scrivere ‘insopportabile’). Giunge tardi ad un traguardo già tagliato da altri mentre era in pancia a mammà. Ugo Piscopo, decano fra gli intellettuali campani a tutto tondo, e poeta eccellentissimo, se lo mette tranquillamente nel taschino della giacchetta, con i suoi versi eruditi e innovativi, giovanissimi e freschissimi per impianto, lessico e contenuti. Per tacere dell’altra grande anziana dalla produzione complessa e sterminata, la Giuseppina Luongo Bartolini. Tra i nostri giovani talenti, privi della cazzimma e dell’alterigia (reale o forzatamente strategica che sia), gestori invece di prudente e saggia amministrazione dell’umiltà, annoveriamo Gerardo Iandoli, Angelo Iermano, Costantino Pacilio, Melania Panico, Giovanni Nazzaro, Raffaele Liguoro, Salvatore Iermano, Davide Cuorvo, alcuni invitati o comunque presenti a questa edizione versipellare del 3 gennaio u.s., A.D. 2015, al centro sociale “Samantha Della Porta”, storica sede legale dell’associazione culturale  Logopea, fondata e diretta da più di un trentennio da Armando Saveriano, sempre alle ore 17.00.
Protagonisti, Monia Gaita, Vera Mocella, Raffaele Schettino, Raffaele Stella, Agostina Spagnuolo, il già nominato Angelo Iermano (assente perché costipato Francesco Iannone). Immancabili i morceaux teatrali di Mena Matarazzo, con Rita Pacilio, Michele Amodeo, Antonio Mazzocca, Christian Cioce, il poliedrico Davide Cuorvo e la new entry Hera Guglielmo, che ha recitato un brano della poetessa Elizabeth Eleanor Siddal, creatura travagliata, moglie non propriamente felice del pittore/viveur Dante Gabriel Rossetti.

                                                                                                                    LOGOPEA

1 commento:

  1. maximus foxxx6 agosto 2015 16:30

    interessante l'analisi del personaggio Micaletto, alla quale ovviamente lui, se s'imbattesse in queste righe, replicherebbe (more solito) dandole del ritardato; eppure in quel che dice c'è sicuramente tanto vero, sia nell'indicarne i limiti, sia nel riconoscere che, insomma, proprio scemo non è. comunque i nomi di poeti 'acazzimmatici' da lei fieramente contrapposti ai giovani antipatici temo, ecco, che quantomeno non si siano fatti apprezzare a dovere finora. poi magari sono i fenomeni del millennio: ma chi ne ha mai letto una sola riga?

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