LA CONFERENZA STAMPA UFFICIALIZZA
IL PREMIO
Sabato
12 settembre u.s. la Sala Consiliare del Comune di Conza della Campania ha
sancíto l’istituzione del Premio Letterario dedicato al genere di scrittura piú
diffuso nel mondo, ma non per questo meglio praticato.
L’associazione
culturale irpina Logopea ha individuato Conza come territorio vergine da
colonizzare, con corsi di scrittura creativa e magari di teatro, per sollevare
il Comune dal pressappochismo e dall’indifferenza nei confronti di due grandi
poteri educativi, che avrebbero da offrire delle incomparabili possibilità di
crescita e di evoluzione ai giovani, distogliendoli dall’ozioso nullismo delle
strade, da alcool, discoteche, risse e sagre trappane, o dalle solite
partitelle a pallone.
Certo
è necessario l’impegno. E l’impegno dipende dalla curiositas iniziale e dalla
passione nascente.
Una
sfida che Logopea e il Sindaco Vito Cappiello hanno deciso di porre in atto
proprio con l’istituzione di un certamen finalizzato anche e soprattutto ad
individuare le locali voci, magari in sordina, nascoste, intimidite, con tanta
esitazione a venir fuori, recuperando da cassetti e da diari versi buttati giú
in momenti di speranza o di sconforto, di piccoli entusiasmi e di malinconie.
Il
Premio si articola in due sezioni: una a tema libero, l’altra con una precisa
traccia: ‘Utopia e verità’. Il giovane attore/ poeta conzano (rara avis nella terra d’adozione: ha
natali napoletani) Davide Cuorvo ha illustrato i punti principali del
regolamento e ha spiegato finalità e funzioni dell’inserimento dei Lauri,
particolari riconoscimenti alla carriera per vite meritevoli, dedite alla
custodia dei valori altrove trascurati, sotto l’egida del motto ciceroniano honos alit artes.
La
giornalista Vera Mocella (Il Quotidiano del Sud) ha condotto i lavori,
accollandosi anche la parte dell’assente Antonella Russoniello, e ha
intervistato brevemente il sindaco, il Presidente del Consorzio dei Servizi
Sociali “Alta Irpinia” Raffaele Vito Farese, la Presidente della Pro Loco Compsa
Antonella Petrozzino, il giudice/poeta Gennaro Iannarone, il patron di Logopea
Armando Saveriano, il prof. Alfonso Nannariello, fine e schivo scrittore,
giurato nella commissione del certamen. In altri siti il prof. Alessandro Di
Napoli, che pure dà tanto alla diffusione poetica, grazie alle pagine della
rivista Silarus.
Le
due assenze non hanno vivaddio compromesso neanche in minima parte l’andamento
fruttuoso e vivace della mattinata. Evidentemente, benché l’invito fosse stato
rivolto loro con un ampio anticipo, la rispettiva adesione di entrambi i
latitanti è stata formulata senechianamente a
summis labris, in senso aleatorio.
Il
pubblico non era neanche granché scarso, come di solito succede in seno a queste
iniziative; pauci sed boni, i
convenuti hanno manifestato attenzione ed interesse.
Sul
territorio irpino (non soltanto a Conza) occorrono valenze che diano efficace
input, che facciano da traino sociale, per ridestare le coscienze dalla
sonnolenza e rendere attiva/fattiva l’azione culturale, come fondamentale
fulcro di emancipazione e di crescita. È di questo che hanno dibattuto
Nannariello e Saveriano. Le nuove generazioni hanno bisogno di specializzarsi;
non possono continuare a non far nulla, bighellonando, oppure approcciandosi
negativamente, insufficientemente, a programmi confusi e a raffazzonate
configurazioni messe insieme con lo sputo.
Sullo
specifico argomento del poetare, sui contenuti, sulla forma, sul tono e sulle
funzioni, Nannariello ha esposto la sua posizione di diffidenza riguardo agli
‘effetti speciali’, creati con furbizia di mestiere a tavolino; ma già essi
costituiscono, secondo noi, un punto a favore dell’abilità linguistica, rispetto
al becero parlatismo di vocaboli banali, insipidi e insipienti, allineati senza
alcuna cognizione di un metalinguaggio, presente –eccome!– anche nelle linee
apparentemente semplici dell’orientamento della scuola lombarda.
Conza
è fortunata ad avere, nella triade Cappiello/Farese/Petrozzino, delle voluntates
ben disposte ad affrontare un percorso di engagement; voluntates che alla fine,
ne è convinto anche il giudice Iannarone, prevarranno sull’attuale
inertitudine, spargendo semi felici e sradicando malepiante con organismi di
provata competenza. Un ottimo suggerimento a Cappiello, da parte del giudice,
quello di sensibilizzare alla lettura, affidando qualche pagina di classici o
di contemporanei a chiunque si senta di confrontarsi con la letteratura, con i
linguaggi espressivi, in una forma quasi di ‘libroterapia’. Un sistema per
guadagnare un’attenzione in piú alla pagina scritta, per assicurare un
visitatore in piú a biblioteche e librerie.
L’evento
si è concluso sotto l’arcata dell’ottimismo: l’Irpinia è in grado di affrontare
e superare ogni ostacolo, di svellere les
herbes folles (come dicono i francesi) e dar rigoglio alle sue rose
intellettuali. Davide Cuorvo potrebbe a tutti gli effetti fungere da piccolo
faro per gli esponenti delle ultime generazioni: poeta in ascesa, attore
rampante, giovane di nerbo, fiducioso nelle risorse di intelletto e di estro,
sta cominciando a farsi strada e a farsi conoscere in entrambi gli ambiti che
preferisce e pratica senza riserve.
LOGOPEA
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L'intervento del giudice/poeta Gennaro Iannarone |
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Il discorso del poeta Davide Cuorvo |
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Da sinistra: Raffaele Vito Farese, Gennaro Iannarone, Davide Cuorvo, Antonella Petrozzino, Vito Cappiello, Armando Saveriano, Alfonso Nannariello |
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La Presidente della Pro Loco "Compsa" Antonella Petrozzino e il poeta Davide Cuorvo |
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La Sala Consiliare del Comune di Conza della Campania dove si è svolta la Conferenza Stampa |
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La locandina del
Premio Nazionale di Poesia
"Città di Conza della Campania"
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